La maggior parte dei viaggi fila liscia. I pochi che vanno storti raramente dipendono da emergenze drammatiche: molto più spesso è un passaporto scaduto scoperto al check-in, un visto mancante o un documento smarrito. La buona notizia è che la preparazione noiosa e a basso costo previene quasi tutto. Ecco i controlli che ogni viaggiatore italiano dovrebbe fare prima, durante e dopo il viaggio.
L'abitudine più importante: verifica i requisiti d'ingresso del Paese di destinazione prima di prenotare. Cambiano il quadro su quali documenti servono, quanto a lungo deve essere valido il passaporto e se è necessario un visto.
Verifica la validità del passaporto: spesso serve la regola dei 6 mesi
Molti Paesi fuori dall'Unione europea richiedono che il passaporto sia valido per almeno 6 mesi oltre la data prevista di rientro. È la regola dei sei mesi: un passaporto che scade tra cinque mesi può farti respingere all'imbarco anche se il viaggio dura una settimana. Altri Paesi chiedono solo 3 mesi di validità residua; alcuni si accontentano della validità per l'intera durata del soggiorno.
Controlla la scadenza appena prenoti, non la sera prima di partire. Il rinnovo del passaporto in Italia può richiedere settimane nei periodi di picco. Se la scadenza è vicina, rinnova prima di acquistare voli non rimborsabili.
Sapere quando basta la carta d'identità e quando serve il passaporto
Risposta diretta. Per i cittadini italiani la carta d'identità valida per l'espatrio è sufficiente per viaggiare negli altri Paesi dell'UE e nell'area Schengen. Per le destinazioni fuori dall'UE serve quasi sempre il passaporto.
Un viaggio a Barcellona, Parigi o Berlino si può fare con la sola carta d'identità. Un viaggio a New York, Dubai o Bangkok richiede il passaporto. Attenzione: la carta d'identità deve riportare la dicitura di validità per l'espatrio — le vecchie carte cartacee con proroga timbrata sul retro non sono sempre accettate dalle compagnie aeree, anche se formalmente valide. In caso di dubbio, viaggia con il passaporto.
Attenzione ai minori. I minori italiani devono avere un proprio documento di viaggio. Per alcune destinazioni e in alcune situazioni può servire un'autorizzazione dei genitori o la dichiarazione di accompagnamento. Verifica per tempo presso la Questura o il sito istituzionale.
Capire la regola dei 90 giorni in 180 fuori dall'UE
Risposta diretta. Per i soggiorni brevi senza visto in molti Paesi extra-UE vale il limite di 90 giorni di permanenza nell'arco di qualsiasi periodo di 180 giorni. Superarlo può comportare sanzioni o il divieto di reingresso.
I cittadini italiani incontrano questo limite, per esempio, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in molte altre destinazioni che applicano regole analoghe per i soggiorni turistici. Il conteggio è "a finestra mobile": ogni giorno guarda indietro ai 180 giorni precedenti e somma i giorni di presenza. Se prevedi soggiorni lunghi o ripetuti nello stesso Paese, fai i conti in anticipo o richiedi il visto appropriato.
Registrarsi all'ETIAS prima dei viaggi che lo richiedono
Risposta diretta. L'ETIAS è un'autorizzazione di viaggio elettronica a pagamento richiesta per ingressi di breve durata in alcuni Paesi. Non è un visto: è una registrazione online da completare prima della partenza.
I cittadini italiani che viaggiano nell'area Schengen non hanno bisogno dell'ETIAS, ma potrebbero doverlo richiedere per altre destinazioni che adottano sistemi di autorizzazione elettronica simili (per esempio l'ESTA per gli Stati Uniti o l'autorizzazione elettronica del Regno Unito). Registrati sempre tramite il sito ufficiale del Paese di destinazione; diffida dei siti intermediari che applicano costi gonfiati per un servizio che puoi fare da solo.
Fallo con anticipo. Le autorizzazioni elettroniche di norma arrivano in poche ore o pochi giorni, ma in alcuni casi richiedono controlli aggiuntivi. Non lasciarle all'ultimo: una richiesta in sospeso può farti perdere il volo.
Controllare se serve un visto e richiederlo per tempo
Per molte destinazioni a lungo raggio i cittadini italiani hanno bisogno di un visto turistico, che può essere elettronico (e-visa), all'arrivo, oppure da richiedere in anticipo presso l'ambasciata o il consolato. Le regole cambiano per Paese e per durata del soggiorno.
Verifica i requisiti sul sito ufficiale del Ministero degli Affari Esteri o sul sito istituzionale del Paese di destinazione. Alcuni visti richiedono prove di prenotazione del volo di ritorno, di alloggio e di disponibilità economica. I tempi di rilascio variano da pochi giorni a diverse settimane: richiedi il visto appena hai i voli confermati, non quando manca poco alla partenza.
Portare la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM)
La Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), stampata sul retro della tessera sanitaria, dà accesso alle cure pubbliche necessarie negli altri Paesi dell'UE alle stesse condizioni dei residenti locali. È gratuita e la maggior parte dei cittadini italiani la ha già.
La TEAM non sostituisce l'assicurazione di viaggio: non copre il rimpatrio sanitario, le cliniche private né lo smarrimento del bagaglio. Per anche un solo fine settimana all'estero, una caduta seria che richieda il rientro con un'ambulanza aerea può produrre un conto a cinque cifre che la TEAM non copre. Affianca sempre una polizza di viaggio.
Porta i farmaci con prescrizione nella confezione originale etichettata, con una copia della ricetta e, per i medicinali soggetti a controllo, una nota del medico. Alcuni farmaci perfettamente legali in Italia sono limitati o vietati in Paesi come Emirati Arabi Uniti, Singapore e Giappone.
Fare copie digitali e cartacee dei documenti
Se il passaporto viene rubato al terzo giorno di una vacanza di due settimane, una copia chiara della pagina con la foto può far risparmiare tempo presso il consolato. Tieni tre copie: una fotocopia cartacea nel bagaglio separata dal passaporto, una foto sul telefono e una copia nella tua email, così la recuperi da qualunque dispositivo connesso.
Stessa logica per: numero di polizza e linea di assistenza 24 ore dell'assicurazione, indirizzo dell'hotel nella lingua locale (per il tassista), contatti di un familiare, numero antifrode della banca e recapito d'emergenza del consolato italiano più vicino. Stampa tutto su un foglio A4 e infilalo nel bagaglio a mano.
Sapere cosa fare se il passaporto viene smarrito o rubato
La sequenza è consolidata: denuncia il furto o lo smarrimento alla polizia locale e ottieni un verbale scritto, contatta l'ambasciata o il consolato italiano più vicino e richiedi un documento di viaggio provvisorio (ETD), che ti consente il rientro in Italia. Servono una foto tessera, il verbale, una prova del viaggio e i tuoi dati anagrafici.
Considera almeno una giornata lavorativa intera, spesso di più nei Paesi con piccole sedi consolari. Se dovevi volare in giornata, con tutta probabilità perderai il volo originario: è qui che l'assicurazione e un biglietto modificabile si ripagano.
L'Unità di Crisi della Farnesina assiste i cittadini italiani all'estero nelle situazioni di emergenza. Salva i contatti del consolato di riferimento sul telefono prima di partire.
La verità scomoda sui documenti di viaggio
Quasi tutto ciò che fa saltare un viaggio è banale e prevenibile: un passaporto scaduto scoperto al gate, un visto dimenticato, una carta d'identità non valida per l'espatrio, un'autorizzazione elettronica rimasta in sospeso. Nessuno di questi problemi è drammatico finché non sei tu, in fila al check-in, a scoprirlo.
La difesa è altrettanto banale: controlla la scadenza del passaporto appena prenoti, verifica i requisiti d'ingresso del Paese di destinazione, registra per tempo le autorizzazioni elettroniche, porta la TEAM con una polizza di viaggio e copia i documenti. Il costo marginale di essere un po' prudenti è molto più basso di quello di sbagliare una volta.